Family

Lasciare i bambini con la tata – a che età?

Prima o poi tutti i genitori si chiedono: quando consegnerò per la prima volta il mio bambino nelle mani di una tata?

Quando cominciare ad avvalersi dell’aiuto di una baby sitter – che rimane per tutte noi la Salvatrice indiscussa – è un argomento di ampio dibattito.

La famiglia che cambia

La nostra società sta cambiando, le madri che lavorano sono sempre di più – anche se non abbastanza (come ci racconta Sabina nel suo articolo) e che vuole proseguire con la propria carriera non può aspettare tanto tempo…. Diciamo, non può aspettare il compimento dei 6 anni della propria creatura 🙂 Sarebbe bello, ma no…

Ci sono anche tante famiglie monoparentali oppure con più di un figlio e allora tutto diventa complicato – Tutti questi sono i motivi per cui cresce la domanda di asili nido per bambini al di sotto dei tre anni. Una buona rete statale di assistenza all’infanzia dovrebbe essere un obiettivo fondamentale per il futuro in Italia.

Tuttavia, le opinioni divergono sul fatto che non sia opportuno che i bambini piccoli siano seguiti in tenera età da qualcuno che non sia la mamma o il papà. Abbiamo esaminato diversi modelli e altri paesi a confronto.

Altri paesi, diversa mentalità

Esaminiamo i Nordici, Danimarca, Paesi Bassi, Svizzera e Francia, ad esempio, dove nessuna madre viene condannata negativamente se “mette” il proprie figlioletto appena 1enne nelle mani delle maestre d’asilo, di una tata o di una tagesmutter. Infatti, osserviamo che non esiste un congedo parentale retribuito – parzialmente – e di quasi un anno come avviene in Italia. Le madri di solito tornano al lavoro dopo il congedo di maternità (circa tre mesi dopo il parto), da un lato perché lo vogliono, dall’altro perché hanno poche alternative.

La qualità del tempo

Gli esperti concordano sul fatto che la qualità del tempo trascorso insieme al proprio bambino sia il fattore più importante. Una madre occupata che trascorre regolarmente del tempo di qualità con il proprio figlio la sera e nei week end può comunque instaurare con il proprio piccolo una relazione positiva per il suo sviluppo.

Così come, viceversa, una mamma potrebbe essere sempre presente senza, però, riuscire ad occuparsi intensamente del proprio bambino. Dato che i più piccoli hanno bisogno di attenzione costante, forse alternarsi tra mamma, papà e tata potrebbe essere una strategia vincente per mantenere alta attenzione, creatività e…. Voglia di giocare!

In ogni caso, come in tutto, ci vuole una sana via di mezzo, motivo per cui le teorie che vogliono la “mamma solo mamma” – anche detta presenza fissa 24/24 e 7/7 – riteniamo siano un po’ estremiste 🙂

Genitori felici, figli felici

Come per tutto ciò che riguarda la genitorialità, madri e padri dovrebbero decidere individualmente se, quando e quale con forma di assistenza all’infanzia farsi aiutare, senza essere influenzati da numeri, tendenze o opinioni.

Quando non si hanno i nonni vicini – il dramma – trovare una baby sitter di fiducia potrebbe davvero migliorare la quotidianità della famiglia, la vita e professionale e anche quella di coppia.

Ci vuole certamente un po’ di tempo e pazienza per trovare una persona di riferimento adatta se le famiglie non hanno nonni o amici nelle vicinanze. Qui entrano in gioco le piattaforme online come Yoopies, nate per facilitare la vita quotidiana dei genitori!

In conclusione, se trovo professionale, empatica, affettuosa e simpatica la persona che si prende cura di mio figlio, non fa alcuna differenza se il bambino ha sei mesi o sei anni.

Questo può essere un punto di vista; aspetto di sapere cosa ne pensate voi!

Sabina

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